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Parlare di biologico certificato in cosmetica è complesso; il ruolo degli organismi certificatori è quello di garantire la qualità non solo delle materie prime impiegate nella formulazione del prodotto ma anche degli eccipienti (emulsionanti, schiumogeni, olii di base) e degli additivi (conservanti, coloranti, aromi) e controllare quindi l’eticità del processo di trasformazione.

Su tutti i prodotti cosmetici deve essere obbligatoriamente indicata la composizione: nello specifico deve essere indicato in dettaglio, nella lista denominata “INCI”, ogni ingrediente utilizzato, in ordine decrescente in base alla quantità utilizzata sul totale del prodotto. La lingua da usare è il latino botanico per gli ingredienti naturali e l’inglese per gli ingredienti di origine naturale che hanno subito una trasformazione, nonché per gli ingredienti sintetici (di origine chimica). Normalmente però tale lista è ignorata o comunque di difficile comprensione.

Le certificazioni o BIO-etichette si propongono di creare una regolamentazione chiara in materia di biologico e tentano di rispondere alla richiesta di trasparenza da parte dei consumatori.

In questo momento esistono una serie di certificazioni rilasciate da organismi nazionali ed è in corso un processo di unificazione delle norme all’interno dell’Unione Europea, ma già esistono due organismi sovranazionali, Cosmos e Na.true, che raggruppano ciascuno diversi enti certificatori.

Ciò che è comune a tutte le etichette di certificazione relative alla cosmetica biologica è che i prodotti:

  • Non devono essere testati sugli animali
  • Non devono contenere silicone, paraffina o materie prime di origine animale (fatto salvo materie prodotte da animali vivi, quali miele, latte, ecc.)
  • Non devono contenere profumi sintetici o coloranti
  • Non devono contenere OGM
  • Devono essere ottenuti da materie prime trasformate con tecnologie non pericolose per la salute o l’ambiente
  • Devono avere imballaggi riciclabili